Vai al contenuto

5.Da Maiori al cenobio rupestre di santa Maria de Olearia

Durata : 4,8 km

Tempo di percorrenza : 2h 00′

Percorso – Escludendo il breve tratto iniziale che supera un dislivello di oltre 200 m, la difficoltà è assimi-labile a poco più di una passeggiata.

Logistica – Con automobile o mezzi pubblici da Salerno: autobus o traghetto. Con due automobili: lasciare la prima automobile nella salita che porta al cimitero di Maiori (500 metri dalla badia, in direzione di Maiori) e proseguire con la seconda automobile fino a Maiori.

Servizi e Ristoro – Bar e ristoranti a Maiori: due fontanelle lungo il tratto iniziale del percorso.

Note – La Badia di Santa Maria de Olearia è quasi sempre chiusa, Conviene telefonare alla locale Azienda di Soggiorno e Turismo (n. 089 877452) per concordare una visita.

In Costiera Amalfitana molti tesori della storia dell’arte, quando non lasciati nell’incuria totale, sono letteralmente “nascosti. Fra questi va segnalato un insediamento rupestre a meta strada tra Capo d’Orso e la cittadina di Maiori: Il convento di Santa Maria de Olearia, meta di questa passeggiata.
La parte iniziale è la stessa del percorso n.4 che da Maiori sale verso il santuario dell’Avvocata. Giunti alla biforcazione nei pressi della casa sulla cresta, si prosegue verso destra, lungo un largo tracciato che prosegue con una pendenza molto lieve. Il percorso prosegue tra terrazzamenti coltivati, nel tratto che si addentra nel vallone, e attraverso la macchia mediterranea, nel tratto in cui ne fuoriesce. Percorsi (dal bivio)1400 metri circa, poco prima di arrivare alla successiva linea di cresta, si giunge a un bivio dove si prosegue verso sinistra fino ad arrivare in un punto, sovrastante il cimitero di Maiori, costeggiato da un muro di cemento sul lato sinistro.
Si continua verso l’interno del vallone per dieci minuti circa fino ad una curva verso destra. Superata questa, si imbocca a destra, il sentiero che porta verso il basso. La diramazione, non immediatamente riconoscibile, si può individuare dopo la carcassa di un’automobile, tra un gruppo di fichi d’india è un fico, in prossimità di una baracca. Dopo  alcuni tornati, lungo un tratto in parte attrezzato con scalini in legno , la discesa termina in uno slargo (risultato della posa di un acquedotto) da seguire verso destra per pochi metri. Dove il tratto largo sale verso destra, si imbocca il sentiero ben marcato che scende in lieve pendenza a sinistra, immediatamente dopo una calcara. Si prende la strada asfaltata andando verso sinistra e, dopo trecento metri circa, si giunge alla Badia di Santa Maria de Olearia.

Il complesso rupestre di Santa Maria de Olearia risale alla fine del X secolo e con ampliamenti successivi ha raggiunto le dimensioni e la funzione di un monastero. La tradizione attribuisce la fondazione a Pietro che venne in romitaggio nella grande grotta che accoglie ‘insediamento. Dopo Pietro il primo abate fu Tauro e, nel 1088, il Papa concesse il monastero in dotazione all’Abbazia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni. La struttura è formata da tre cappelle sovrapposte. Al livello più basso, interamente nella roccia, vi è il locale più antico, quello abitato da Pietro, poi divenuto cripta. Un stretto budello collega all’anfratto dove i monaci avevano le celle, nel corso dei secoli adibite a camere funerarie: da qui la denominazione locale di “Catacombe” Sopra la cripta si trova la cappella principale, a due navate con una colonna centrale, e svolgeva funzioni di chiesa. Sebbene non si trovi in ottimo stato di conservazione, l’ambiente presenta interessanti affreschi, eseguiti tra il VII e l’XI secolo. Piccole scale, infine, collegano all’ultima cappellina, con affreschi ispirati alla Vita di San Nicola di Bari. Inevitabili ma interessanti curiosità, le firme graffite dei devoti pellegrini che nel corso dei secoli hanno visitato i luoghi.

Rispondi